A closer look for a better look
  • Preppy Stripes su Facebook
  • Preppy Stripes su Twitter
  • Preppy Stripes su Pinterest

Style | It-Bag: dalla “Baguetta” alla “Falabella”.

Postato il: 22 giugno 2012

All’inizio del mese la casa di moda romana Fendi ha celebrato il 15esimo anniversario della sua Baguette Bag, borsa-icona relativamente recente (1997) nata da un progetto creativo di Silvia Venturini Fendi (l’attuale art director della parte accessori della maison) ed un gruppo di talentuosi designer.

Poco dopo visitando il sito ufficiale, un unico sciorinare di citazoni delle maggiori testate di moda internazionale, mi fermo su questo commento di Women’s Wear Daily:
È probabilmente vero che la Baguette era la borsa che ha inventato uno stile per le borse e ha dato avvio al cosiddetto -fenomeno it-bag-“.
Questo il pretesto per indagare il fenomeno, perché se francamente non sono mai stata un’amante della Baguette, il comprendere come una borsa sia diventata improvvisamente di culto mi interessa proprio. Quello si.

It-bag ( “La borsa“) è un termine da fashionista, nato negli anni ’90 per descrivere una borsa di un brand (o di un designer) che nonostante la fascia di prezzo alta sia diventata talmente popolare da diventare un best-seller.
Per definizione parliamo di quegli accessori studiati dalle maison per diventare oggetti del desiderio, su cui puntare per rendere perenne il culto di un brand, di un accessorio, di un modo di essere.

Tutto ebbe inizio con Giuliana Camerino che nel ’45, a capo della casa veneta Roberta di Camerino, pensò a degli accessori facilmente riconoscibili grazie in particolar modo all’artigianalità del prodotto (qualità) e all’utilizzo di alcuni accorgimenti (dettagli) come ad esempio il tessuto con la “R” del marchio a pattern (precursore di quello con la “G” di Gucci). Introdusse anche l’utilizzo di pelli intrecciate per prima ( imitata poi da Bottega Veneta) e concepì una borsa fatta di un unico articolato pezzo di pelle (proprio come fece poi Prada).

Roberta di Camerino SS12 bags collection.
Roberta di Camerino SS12 bags collection.

E’ pur vero che prima ancora del concetto di It Bag case di mood come Hermès, Chanel e Vuitton avevano creato (probabilmente inconsapevolmente) delle borse che diventarono immediatamente delle icone di stile; basti pensare alla Kelly, alla 2.55, alla Birkin o alla Speedy.

Birkin Bag by Hermès.

Il termine venne però coniato nel 1990 con l’esplosione del mercato dell’accessorio. I designer fecero a gara per creare un prodotto che in quanto unico, facilmente riconoscibile, intelligentemente promosso attraverso il marketing e la stampa o indossato da una celebrità, sarebbe diventato un must have della stagione e, di conseguenza, venduto su larga scala.
Sull’onda di questo fenomeno esplosero la Paddington di Chloè, la Motorcycle di Balenciaga, l’Alexa di Mulberry ed ovviamente anche la Baguette di cui sopra.

Falabella by Stella McCartney.

 

Nel 2008 si dice che la popolarità dell’It Bag fosse in declino e nel 2011 venne considerata non più di moda secondo l’esperta giornalista Celia Walden.
A giudicare però dal successo nella scorsa stagione della Falabella di Stella McCartney (per dirne una) mi permetto di dissentire e di credere che ancora però un po’ i designer riusciranno a sfornare prodotti sbarluccicanti da far entrare dritti dritti nella nostra top di Oggetti del Desiderio.

 


Tag:, , , , , , , , ,



I commenti sono chiusi.